Partendo dal presupposto che tutti i soci fondatori svolgono la loro attività a titolo gratuito prestando la loro opera esclusivamente su base volontaria
la governance è cosi composta:
la sottoscritta
Paola Giovannini Pasti, veneta di origine ma da diciotto anni a Trieste: mi reputo oramai una triestina, madre di Alvise ragazzo con sindrome di down, folgorata dal sogno divenuto realtà dei genitori fondatori della Fondazione “Più di un sogno” .
Il mio incontro parte da una ricerca per trovare il meglio per mio figlio e confesso che cercavo qualcosa ma neanch’io sapevo esattamente cosa, … in realtà perché non c’era nulla di nuovo da scoprire …perchè quello che desideri di volere per tuo figlio è una vita banalmente come tante altre, un vita come tutti, quella vita che quando nasce un figlio con disabilità intellettiva non pensi potrà mai avere ….e soprattutto quella vita che nessuno ti dice potrà mai avere.
Dall’incontro determinante e folgorante con Marco Ottocento, galvanica e geniale anima, una delle pietre fondanti della Fondazione “Più di un sogno” a sua volta padre di Sara, ho capito che quello che cercavo era ne più e ne meno quello che tutti i genitori desiderano per loro figlio: una vita felice, semplicemente una vita… una casa in autonomia con degli amici, un lavoro.
Marco mi ha proposto una vita normale come quella di tutti gli altri figli …che detto cosi è un pò come scoprire l’acqua calda …ed è conoscendo quei loro ragazzi, dai loro sorrisi, dalla loro felicità che è scaturito il mio desiderio di replicare a Trieste… partendo dal presupposto che se ce l’avevano fatta loro a trecento km da qui ce l‘avremo fatta anche noi.
Cosi è stato che Marco Ottocento ha accettato di essere socio fondatore a Trieste per darci il know-how, esserne garante e aiutarci con la sua esperienza nella progettualità e attuazione.
Successivamente è entrata in direttivo anche Luisa Spiniella Ottocento moglie del galvanico Marco, lei, fondamentale deus ex machina, che con la sua visione obiettiva, la sua critica sempre costruttiva, il suo realismo, tiene ancorati alla realtà i visionari slanci di Marco e anche i miei. Oramai per me e noi una grande amica oltre che un’obiettiva consigliera.
Alla ricerca del meglio che il territorio potesse offrirci, proprio con l’intento di mutuare il meglio delle esperienze di ognuno al di là di ogni campanilismo, non potevamo non coinvolgere in questa avventura anche Sergio Silvestre che, interpellato, ha accettato di diventare il terzo socio fondatore.
Sergio, un uomo che ha fatto del volontariato la sua missione nella vita, a sua volta padre di una ragazza con sindrome di down è stato uno dei soci fondatori e ideatori della Fondazione Down Fvg che ha creato a Pordenone il primo modello italiano di residenzialità per ragazzi disabili intellettivi, progetto pilota avanguardistico per quei tempi in Italia: la “Casa al sole” .
Per tredici anni presidente del Coordown nazionale, inoltre essendo stato per svariati anni Presidente del Centro Servizi Volontariato in FVG ed avendo fatto parte dell’“Osservatorio Nazionale sulla Disabilita” è un profondo conoscitore delle realtà volontaristiche del territorio del Friuli Venezia Giulia e d’Italia, nonché delle normative inerenti al tema, avercelo a bordo: un valore aggiunto, una persona di esperienza su cui poter contare sempre.
Fabia Fontanot Marsi di Trieste , mamma di Giovanni con sindrome di down, mamma ma anche educatrice di professione, lunga la sua esperienza nel comune di Trieste nei servizi sociali territoriali ….incontrata casualmente…ma tanto casualmente non direi, direi più profeticamente visto che era anche lei alla ricerca come me e che dal nostro incontro ne è scaturita un’ amicizia profonda , un ‘alleanza, una comunione d’intenti e di visione sul futuro dei nostri figli per dare un futuro progettuale anche agli altri.
Colpita come me dal Progetto di vita della Fondazione “Piu di un sogno” ha deciso di mettersi in gioco e iniziare questa avventura mettendo a disposizione la sua umanità , la sua esperienza e competenza professionale .
Ultima, ma non per questo meno importante, anzi un grandissimo e fondamentale punto di forza Raffaella Baruelli Farina, una grande amica, una donna sensibile, intelligente, di cuore, una mamma SENZA figli disabili e che venuta a conoscenza del progetto lo ha abbracciato con profondo senso civico.
Resasi conto dalla nostra amicizia di come sia difficile crescere dei figli disabili nella nostra società ha deciso di provare a contribuire al cambiamento unendosi a noi nella creazione di questa onlus, la sua presenza nel direttivo fondamentale anche per il suo essere senza figli disabili: in molte discussioni ci da sempre l’altra visone, quella obiettiva visione che alcune volte noi genitori di figli disabili perdiamo.
Grazie alla generosità sua e del marito Luca Farina ci è stata offerta la possibilità di usare un appartamento all’interno di “Villa Tripcovich” ed è in questa fantastica e privilegiata cornice che attualmente i nostri ragazzi svolgono le loro attività e le terapie.
In questi mesi di attività abbiamo sempre trovato molte persone che generosamente ci hanno aiutato, come non ricordare e citare l’imprenditore Marco Bono il quale venuto a conoscenza della nostra volontà progettuale ci offri immediatamente per il primo anno l’appartamento foresteria della sua azienda, permettendoci cosi di iniziare le prime terapie e le prime attività dei ragazzi.
Questa fin qui la nostra storia all‘oggi 28 ottobre 2019 data in cui ci apriamo al mondo virtuale con la realizzazione di questo sito.
Da qui in poi la nostra storia la leggerete nelle nostre attività.
Il pensiero che meglio sintetizza il nostro esistere e il nostro futuro lo lascio alle parole mutuate dal sito della Fondazione “Più di un sogno” e di seguito virgolettate:
“L’entusiasmo con cui ha avuto inizio questo cammino con gli amici d’avventura, i terapisti e tutti i nostri bambini e ragazzi, è inebriante e le difficoltà, ancora oggi, non ci spaventano. Ci vuole coraggio per seguire la propria strada, anche perchè troppa gente ha molti progetti per noi. Il fatto è che noi siamo dei sognatori e come tali abbiamo il nostro sogno.
Facciamo quello che ci piace quello in cui crediamo con immensa volontà.
Abbiamo abbracciato l’avanguardia e l’innovazione della riabilitazione per la disabilità intellettiva, abbiamo compreso che aprire nuove frontiere e scommesse sul cambiamento è la scelta meno rischiosa.
L’augurio è quello che il Progetto di vita che proponiamo divenga come una sinfonia d’amore, che continui eterna a raccontare lavita semplicemente ordinaria di questi nostri straordinari bambini.“
